• #1 copertina

    gianluca didino e-mail: orgone5@gmail.com GENERAZIONE RUMORE     raccolta di racconti    

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  • Il nostro scopo è morire

    (così mi ha parlato un omino di “Rise of Nation”, l’altra notte, in un momento di inaspettata lucidità)     di boring machines e nuclearfreedom             A che cosa pensano Questi umani fragili? (Baustelle)       Sono stato generato al minuto III dell’Epoca Moderna. Sono nato adulto e morirò…

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  • 25 Torino Film Festival

        Alcune considerazioni sulla venticinquesima edizione del TFF ordinate secondo un assurdo schema per punti1.     A. Nanni   … e quest’anno c’è Moretti. Anche sorvolando sull’encomiabile presenza scenica (Rondolino c’era e non c’era, comunque nessuno riusciva mai a vederlo) i punti a suo favore sono moltissimi. La selezione delle opere innanzitutto: la…

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  •   il racconto di Barbara è rintracciabile qui

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  • di Barbara Bernardini     Deve solo mettere la sabbia sotto la veranda di cartone e la casa sarà finita. Ha costruito la facciata con il portoncino e le due finestre sui lati, la veranda con la scale che scendono in spiaggia, il vialetto, con le gomme per cancellare al posto dei grandi ciottoli, che…

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  • #2 quarto frammento

    Lo stesso giorno in cui Karl Rossman si presentò per essere assunto al Teatro di Oklahama, si presentò anche un altro ragazzo, di origini bulgare ma di madre greca, che per qualche anno aveva lavorato come meccanico ma aveva finito con l’annoiarsi, e che, soprattutto, non aveva portato con sè in America alcun parente, amico,…

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  • #1 due pittori

    Due amici, entrambi pittori, hanno una discussione. Il primo sostiene che la vita vada vissuta in maniera eroica, nel totale dispendio delle proprie energie. Il secondo parla di naufragi, del vuoto che inghiotte ogni speranza, del disastro sottile e ineluttabile che grava sull’esistenza umana. Il primo dice che vorrebbe morire giovane per regalare alla sua…

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  • perfetti

    Poi le cose erano cambiate. Qualcosa si era rotto, da qualche parte. Si sentiva stanco. La notte faceva incubi terribili in cui le figure del suo passato si decomponevano come ombre. Aveva paura. Sapeva che non sarebbero mai dovuti partire, e la consapevolezza non faceva che peggiorare le cose. Il mare, la terra arida, il…

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  • pubertà

    Passavano sotto la finestra di casa sua tutte le sere, puntuali come orologi. Venivano dalla parte della montagna, perché Roberta abitava lì, ai piedi della montagna, e Roberta era il capo: su questo inutile discutere. Quindi si incontravano tutte e quattro là sotto, al bivio con il cartello NIVOLET – FRANCIA, accendevano una sigaretta e…

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  • le tedesche

    La prima si chiamava Micaela. Non sono certo che si scriva così. Non importa. Avevo dieci anni, lei anche, più o meno. Era l’87, la fine di luglio. Ero con mia madre, tutte le sere mi portava sul lungolago a passeggiare, io prendevo un gelato, lei fumava una Kim seduta su una panchina, in silenzio,…

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