contemporaneo
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Ho scoperto David Szalay nel settembre del 2016, quando il suo quarto libro è stato candidato un po’ a sorpresa al Man Booker Prize. A colpirmi era stato il titolo, All that a man is, che prometteva di esplorare un argomento di fondamentale importanza eppure ancora incredibilmente trascurato: quello dell’identità maschile in un periodo – e
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Su Lotus 164 c’è un estratto (in italiano e in inglese) del mio articolo Paesaggi alterati pubblicato originariamente su Biancamano 2. Il numero di Lotus, dedicato appunto ai paesaggi alterati (Manifactured Altered Landscapes) è molto bello visivamente e pieno di contenuti interessanti. L’articolo parla di nature writing e rappresentazione del paesaggio urbano nella narrativa britannica del dopogruerra,
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Non so se ve ne siete accorti, ma sono tempi d’oro per l’horror. Al cinema il genere sbanca i botteghini, con il 2017 che si annuncia essere l’anno più remunerativo di sempre, trainato da Get Out di Daniel Kaluuya, Split del redivivo M. Night Shyamalan e naturalmente It. Altrettanto bene vanno le serie TV, con saghe come quella di The Walking
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[Nella fotografia: Italo Calvino nella sua casa di Parigi] In un periodo in cui si parla molto di “classe disagiata”, dal titolo di un fortunato pamphlet di Raffaele Alberto Ventura (Teoria della classe disagiata, minimum fax), c’è una classe più disagiata delle altre: quella degli scrittori italiani che vivono all’estero. Non mi riferisco ai privilegiati che fanno
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Il weekend del 21 e 22 ottobre al Coronet Cinema di Notting Hill, qui a Londra, si terrà il Festival of Italian Literature in London (FILL), che ho collaborato a organizzare con alcuni colleghi e amici tra cui Marco Mancassola, Claudia Durastanti e Marco Magini e grazie al supporto dell’Istituto di Cultura, del Salone del Libro
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Dario De Marco mi ha intervistato a proposito di New Weird, Speculative Fiction et similia. Si parla di VanderMeer e soci, ovviamente, ma anche di quell’articolo interessante di Alcide Pierantozzi sulla New Italian Weirdness e quello ancora più interessante di Vanni Santoni sulla Nuova Strana Europa. L’interivsta si legge qui. (Nella fotografia: Victor Brauner – Loup
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[Illustrazione di Ben Tallon] Nella sua meravigliosa biografia infedele del grande scrittore californiano (Io sono vivo, voi siete morti, Adelphi 2016), Emmanuel Carrère racconta che Philip K. Dick si divertiva a giocare con i figli al Gioco del Ratto, una versione adattata del Monopoly in cui il banchiere, naturalmente interpretato da Dick stesso, può fare
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Lo scorso 3 aprile la BBC ha pubblicato sul proprio sito web una di quelle notizie curiose destinate a fare il giro delle bacheche Facebook: l’intervista all’anonimo e autoproclamatosi grammar vigilante di Bristol, un “attivista” che da anni sia aggira per le notti della città che fu di Banksy e del trip-hop per correggere gli
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Mi sono imbattuto nel lavoro di Ren Hang alcuni anni fa su Tumblr. Un account che seguo aveva postato una sua fotografia del 2013 in cui cinque donne nude sono distese con le teste vicine, i capelli che si mescolano in un’unica macchia nera, le mani di ognuna sulle guance di quelle che le stanno
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Da qualche anno, un amico che abita a Milano mi ripete che dovrei visitare il capoluogo lombardo perché, sostiene, finalmente è diventato “una città europea”. Intende dire che Milano è diventata negli ultimi anni una global city secondo la famosa formulazione che Saskia Sassen ne forniva nel suo libro del 1991: un luogo dove si