Essere senza casa su RSI

Un libro è come un virus, una volta che lo metti in circolazione non sai mai quanto potrà mutare e con che modalità si diffonderà nel mondo. Questa settimana il programma Diderot che va in onda sulla Radio Televisione Svizzera (RSI) ha deciso di dedicare cinque puntate a Essere senza casa, ogni puntata una breve intervista a proposito di alcuni temi del libro:

  • Nella prima ci sono io che introduco Essere senza casa
  • Nella seconda l’ospite è il sociologo Giovanni Semi
  • Nella terza il futurologo Roberto Paura
  • Nella quarta Massimo Bisacca
  • Nella quinta chiudo di nuovo io

Grazie a Enrico Bianda e Daniel Bilenko per la bellissima iniziativa.

Essere senza casa su minima & moralia e Libero Pensiero

Stefano Trucco ha scritto una recensione intelligente, intima e inusuale di Essere senza casa per minima & moralia. Del libro si è parlato in relazione a molti autori e correnti di pensiero contemporanee, naturalmente, perché è un libro molto incentrato sul contemporaneo. Qui Stefano ribalta la prospettiva inserendolo nella tradizione dell’essay britannico e facendolo dialogare con Francesco Pecoraro e Mario Praz prima di approcciarlo alla luce della propria esperienza abitativa (interessantissima), e quindi gli fornisce un respiro ampio e stratificato. Insomma una recensione che è un essay a sua volta, il che mi pare una maniera davvero ottima di parlare di un libro come Essere senza casa. Con un po’ di ritardo mi è stata poi segnalata questa recensione di Siria Moschella (che ringrazio per la lettura approfondita) apparsa su Libero Pensiero.

Lockdown Architecture

Durante i prmi mesi di lockdown Nina Bassoli di Lotus, una bella rivista di architettura con cui avevo collaborato tempo fa, mi ha chiesto di partecipare a un progetto chiamato Lockdown Architecture: ho contribuito con un breve scritto sulla Londra notturna, i sogni pandemici, la psicogeografia e le volpi. Oggi il numero speciale, che mi è arrivato per posta la settimana scorsa, può essere acquistato online.

Essere senza casa: alcune segnalazioni

Essere senza casa è finito in quattro liste di consigli letterari per l’estate, finora: consigliato da Francesco D’Isa sull’Indiscreto e da Vanni Santoni, Dario De Marco e Donato Porcarelli su Altri animali. Dario ha anche scritto un interessante pezzo per Esquire sulle “distopie domestiche” che parla del senso di crisi dell’abitare partendo dalla domanda sulla post-gentrification, finendo a parlare di due romanzi di fantascienza e passando, appunto, da Essere senza casa.

Essere senza casa su Il Libraio

Ora che sono dall’altra parte della barricata, per così dire, mi rendo conto che i bravi critici sono quelli che sanno trovare in un libro qualcosa che l’autore stesso non sapeva di averci messo ma che è nondimeno in grado di riconoscere istantaneamente nel momento dell’incontro (come disse una volta James Wood, il critico è colui che sa leggere l’inconscio di un testo): in questo lungo approfondimento che Gianluca Catalfamo dedica a Essere senza casa il mio libro viene descritto come “un lunghissimo tentativo di descrivere una singola sensazione composita (quella di stare al mondo, oggi)”. E in effetti, teoria a parte, è proprio così, questo credo sia il vero motivo per cui ho scritto Essere senza casa: per dare una forma a quella sensazione. Il finale dell’articolo di Gianluca, poi, finisce dritto nella top-5 delle cose scritte su Esssere senza casa:

Questa la linea principale, ma in realtà Essere senza casa può essere letto in molti modi. Come cinque saggi su cinque argomenti, che in realtà è un saggio su un argomento e anche un centinaio di saggi su un’infinità di argomenti, cioè come un prisma o un codice nascosto. Come una collezione di punti di sutura, tra argomenti, discorsi e riflessioni, e, anche, tra generi e modi di scrittura (è, di fatto, qualcosa di simile alla theory fiction) che alla fine visto da lontano, cucitura sopra cucitura, è un corpo vivo e pulsante. Come la descrizione di un paesaggio che collassa nell’astratto, nell’immateriale. O come un reportage di guerra, e di una guerra psichica, dove il nemico non è alle porte, ma è già dentro, e colpo di scena, non per convenienza, ma per giustizia, siamo sempre stati dalla sua parte. O ancora come il manuale di uno gnostico a cui non frega nulla della natura della simulazione, ma è ossessionato da ogni meccanismo con cui i demiurghi la creano. Forse ci si può leggere anche il fatto che senza appartenenze, senza rifugi, senza una casa, tolte le finzioni che ci tengono insieme, anche noi, non siamo altro che questa dispersione.

Essere senza casa su Tuttolibri (La Stampa)

Di Essere senza casa si è parlato davvero moltissimo in questo mese, e sono particolarmente contento che dopo tutte le recensioni arrivi anche quella di Christian Raimo oggi su Tuttolibri della Stampa. Il lavoro di Christian è per me un punto di riferimento dai tempi in cui facevo l’università e avevo uno scaffale di libri dedicato solo a minimum fax quindi questa pagina qui sotto è un po’ speciale.