• Fino a dieci anni B visse oltre Dora, in appartamento. Tutte le otto porte della casa erano di colore verde scuro. Una porta chiusa significava silenzio. Tabù. Qualcosa che non si poteva dire. La camera dei suoi genitori: crisi matrimoniali, lacrime, sesso. Lo studio di suo padre: rapine, omicidi, stupri.

    Read more →

  • roberto saviano – gomorra

    (questo articolo comparirà su Atelier numero 45, marzo 2007) Esistono libri impossibili da recensire. Libri la cui semplice presenza fisica impedisce il compiersi di un atto che si suppone obbiettivo, come ancora oggi si suppone che debba essere la critica letteraria. Libri che per il solo fatto di esistere impongono una scelta, un atto politico,…

    Read more →

  • bovisa killer

    Novembre. Avevano preso in gestione un piccolo supermarket per la stagione invernale. Vendevano frutta esotica e calze da donna, riviste spinte e attrezzi da lavoro, vendevano perfino qualche vecchia radio a transistor. Il locale era angusto ma accogliente, pulito, ordinato. La vecchia proprietaria, una domenicana che era arrivata a Milano negli anni ottanta su un…

    Read more →

  • PRIMA CONSIDERAZIONE Finalmente questo rigurgito di autostrade, discoteche e caleidoscopi è stato ufficializzato. La prima ondata degli amarcord post-11 settembre è giunta a maturazione: ebbene sì, ci piacciono gli anni ottanta. Citiamo gli anni ottanta non appena ne abbiamo l’occasione, a proposito e anche a sproposito. Mastichiamo gli anni ottanta. Vorremmo essere gli anni ottanta,…

    Read more →

  • giovane artista cercasi

    “Perché vivi?” “Non lo so.” (Neon Genesis Evangelion, ultima puntata) 0. Io e B ci siamo sempre conosciuti. Solo che fino a qualche anno fa lo odiavo. Questione di compagnie rivali. 1999. Ho quindici anni. Giro al parco. Indosso jeans strappati. Ascolto i Sex Pistols e gli Sham 69. Aspettiamo l’apocalisse. Ci infiliamo sottoterra come…

    Read more →

  • dietrologo

    Mi chiamo B e ho settantuno anni. Per lungo tempo sono stato giornalista. Nel 1960 scrivevo pezzi di politica per l’“Unità”. Dormivo in una mansarda di Milano, stretta e calda come le cosce di una donna. Votavo il Partito Comunista. Nel 1945, a dodici anni, avevo urlato la mia voglia di libertà in piazzale Loreto,…

    Read more →

  • Storie che sono qualcosa di cattivo. Eppure storie che sorridono. Donne ben vestite. Uomini che seviziano uomini più piccoli. Dita a forma di chiavi. Denti. E tutto percorso da un’ironia e da una pietà umana che tagliano. Storie impossibili per l’amore con cui è raccontata la crudeltà, la gioia con cui è vissuta un’incomprensione cosmica.…

    Read more →

  • Cominciamo sfatando un mito: “L’uomo che cadde sulla terra” non è un romanzo di fantascienza. Almeno non in senso stretto. Potremmo dire che è un romanzo di fantascienza come la Bibbia è una saga fantasy: i prodigi accadono, ma altrove, in una dimensione puramente narrativa. Non è questo, che conta. L’alieno che cade sulla terra…

    Read more →

  • Jonathan Lethem è uno strano personaggio. Leggi Ragazza con paesaggio è hai l’impressione di leggere due libri contemporaneamente. Uno si muove sottoterra, striscia come un verme, ricorda il rumore di fondo di un vecchio amplificatore. L’altro racconta. Spiega. Definisce. Il primo è una storia di tumulti adolescenziali, una corsa a velocità folle verso l’autodistruzione, una…

    Read more →

  • Accoglienza in tono minore per un libro dai toni minori. Minimum Fax esce con una pubblicazione che non fa urlare al genio. Niente antologie definitive, niente giovanissimi eccezionali talenti nostrani. Ogni tanto succede anche alle etichette di culto. E a dirla tutta è proprio un peccato che di questo libro si sia parlato poco –…

    Read more →