Il buddha del tardocapitalismo

Recentemente Adelphi ha ritraddoto L’insegnamento del Buddha di Walpola Rahula, che considero forse la migliore introduzione al pensiero buddhista per neofiti, scritto originariamente nel 1958 dal primo monaco titolare di una cattedra in Occidente.

Esce oggi per il Tascabile un mio articolo che, partendo proprio da Rahula e tirando in ballo Timothy Morton, Roy Scranton, Thomas Ligotti e Carlo Rovelli, prova a spiegare come il pensiero buddhista sia oggi più utile che mai per comprendere le sfide poste dal presente, dal global warming alle conseguenze delle scoperte della fisica e delle neuroscienze.

Anche Siddhartha, come noi, ha dovuto vedersela con tempi cupi, e ci ha insegnato che il mondo è sempre già finito e che la salvezza è sempre già presente negli occhi di chi lo guarda. Potete leggere l’articolo qui.

Aniara

Su “Quaderni d’altri tempi” parlo di Aniara, un film sulla depressione come apocalisse e sul global warming che sta da qualche parte tra Melancholia di Von Trier e Tarkovskij. Ma soprattutto parlo del poema ominimo del 1956 da cui è tratto e della strana storia del suo autore, il premio Nobel Harry Martinson, morto suicida nel 1978. Potete leggere l’articolo qui.