Iperoggetti di Timothy Morton

Negli ultimi dieci anni Timothy Morton si è guadagnato la fama di filosofo tra i più importanti della sua generazione, riuscendo nell’impresa non semplice di ottenere elogi in accademia e – come haraccontato il “Guardian” in un lungo profilo del 2017 – successo nella cultura pop. Laureato a Oxford, Morton ha dedicato la prima parte della propria carriera accademica alla letteratura romantica inglese e agli studi sull’alimentazione, a prova dell’approccio intellettuale eclettico già all’epoca. Alla metà degli anni Duemila il suo interesse per la filosofia continentale l’ha portato ad avvicinarsi al movimento della Object-Oriented Ontology, corrente iniziata dal filosofo heideggeriano Graham Harmane sulla quale torneremo a breve.

Il 2007, probabilmente l’anno di svolta per il discorso sul riscaldamento globale (con l’uscita a settembre dell’anno prima del documentario Una scomoda verità di Al Gore, il successo di un libro come Il mondo senza di noi di Alan Weisman e il convegno sul Realismo Speculativo, a cui la OOO è legata a doppio filo), è anche quello della svolta per la carriera di Morton, che pubblica per Harvard University Press Ecology without Nature. La tesi alla base del libro è provocatoria: per avere ancora senso nell’epoca del global warming, l’ecologismo deve rinunciare al peso metafisico del concetto di Natura. Questo approccio antintuitivo è tipico del pensiero dei Realisti Speculativi, un gruppo sul quale per capire il pensiero di Morton è necessario spendere qualche riga.

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Nell’immagine: Judy Natal – Future Perfect 2040 RV and Steam Portrait Woman and Child

Gli iperoggetti spiegati in due romanzi: Jeff VanderMeer e Kim Stanley Robinson

Oggi su Prismo c’è un mio articolo dedicato agli iperoggetti: ne parlo attraverso due romanzi, il solito VanderMeer e Aurora di Kim Stanley Robinson. Quest’ultimo – non ancora tradotto in Italia – contiene tra le altre cose questo bell’adattamento di una famosa poesia di Constantine Cavafy:

There’s no world, my friend, no
New seas, no other planets, nowhere to flee –
You’re tied in a knot you can never undo
When you realize Earth is a starship too 

Per capire come mai la narrativa del global warming è tanto importante al giorno d’oggi e come mai non possiamo fare altro che arrenderci, come dice la t-shirt di Timothy Morton nell’immagine qui sopra.