La strada perduta per lo spazio interiore

Riferendosi alla New Wave della fantascienza di cui sarebbe diventato uno dei principali esponenti, nel 1962 J.G. Ballard scrisse che “è lo spazio interiore, e non quello esteriore, che deve essere esplorato”. Quasi sessant’anni dopo, però, la nostra cultura estroversa sembra aver invertito la tendenza, proiettando all’esterno le apocalissi interiori.

Comincio la collaborazione con L’Indiscreto con un articolo che, partendo da Ballardismo applicato di Simon Sellars, racconta il Ballard surrealista degli anni 60 e si chiede che fine abbia fatto l’inner space in un mondo in cui il concetto di inconscio viene visto con sospetto o esternalizzato e allontanato da sé.

È un articolo a cui tengo, perché tocca tanti temi a cui sono affezionato (Ballard, il surrealismo, Breve storia dell’inconscio di Frank Tallis, la weird fiction) e anche perché è illustrato con i bellissimi dipinti di Delvaux, talvolta fotomontati per includere lo stesso Ballard, come quello qui sopra.

 

Amatka di Karin Tidbeck

Safarà Editore ha da poco pubblicato in Italia Amatka di Karin Tidbeck, una delle scrittrici selezionate da Jeff VanderMeer per l’antologia Le visionarie. Il libro oscilla tra weirdness e surrealismo, e si tratta di un buon esordio con bellissime atmosfere e un finale – purtroppo – un po’ deludente. Ne ho scritto per Il Tascabile.

Weird Fiction: un’intervista

Dario De Marco mi ha intervistato a proposito di New Weird, Speculative Fiction et similia. Si parla di VanderMeer e soci, ovviamente, ma anche di quell’articolo interessante di Alcide Pierantozzi sulla New Italian Weirdness e quello ancora più interessante di Vanni Santoni sulla Nuova Strana Europa. L’interivsta si legge qui.

(Nella fotografia: Victor Brauner – Loup table, 1947; photo by Ivo on Flickr)